Amnesty: lettera alla Cina per abolire pena di morte e segreto
Le autorità cinesi hanno recentemente introdotto un’importante riforma, ripristinando il potere della Corte suprema del popolo di riesaminare tutte le condanne a morte. Ciò dovrebbe comportare una riduzione del numero delle esecuzioni e garantire che la pena capitale sia applicata secondo criteri più uniformi. Tuttavia, la Wcadp e l’Adpan sottolineano che l’impatto di questa riforma potrebbe essere effettivamente valutato solo se vi fosse trasparenza, unica garanzia anche per l’equità dei processi. Per questo motivo, i due organismi chiedono al Congresso nazionale del popolo di abolire il segreto di Stato su tutte le informazioni relative alla pena di morte. L’abolizione di questa pratica è diventata ormai una tendenza universale e irreversibile, come riconosciuto dalla recente adozione, da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, di una risoluzione in favore della moratoria. “I Giochi olimpici di Pechino potranno lasciare un’eredità positiva solo se finirà il record mondiale di esecuzioni della Cina” – si legge nella lettera aperta. Con l’approssimarsi delle Olimpiadi, mentre gli occhi di tutto il mondo sono rivolti alla Cina, la Wcadp e l’Adpan chiedono alle autorità di Pechino di guidare il cammino verso l’abolizione della pena di morte, assecondando la tendenza mondiale, e di istituire una moratoria sulle esecuzioni. Una significativa riduzione dell’applicazione della pena di morte, come primo passo verso la sua completa abolizione, è una delle richieste che Amnesty International sottopone al governo cinese nella sua campagna “ Pechino 2008: Olimpiadi e diritti umani in Cina”. Le altre richieste sono: applicare solo forme di detenzione in accordo con le norme e gli standard internazionali sui diritti umani e introdurre misure che tutelino il diritto a un processo equo e prevengano la tortura; garantire piena libertà d’azione ai difensori dei diritti umani, ponendo fine a minacce, intimidazioni, arresti e condanne nei loro confronti; far cessare ogni forma di censura, soprattutto nei confronti degli utenti di Internet. La Coalizione mondiale contro la pena di morte (Wcadp) è composta da 66 tra Organizzazioni non governative, ordini di avvocati, autorità locali e sindacati di ogni parte del mondo. Il suo obiettivo è rafforzare la dimensione internazionale della campagna abolizionista e contribuire a porre definitivamente termine alle condanne a morte e alle esecuzioni. In occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008, la Wcadp sottolinea che la pena di morte è incompatibile coi principi promossi dalla Carta olimpica in favore di “una società pacifica tesa alla salvaguardia della dignità umana”. Nella sua campagna mondiale “Olimpiadi cinesi, qualche record va battuto”, la Wcadp invita i cittadini del mondo a sottoscrivere una petizione che chiede alle autorità di Pechino di abolire il segreto di Stato sulla pena di morte e introdurre una moratoria, come primo passo verso l’abolizione. La Rete asiatica contro la pena di morte (Adpan) è un network informale indipendente composto da 34 tra organizzazioni e singole persone (avvocati, parlamentari e attivisti) di 18 paesi, per lo più della regione Asia-Pacifico. Il suo obiettivo è l’abolizione della pena di morte nella suddetta area. L’Adpan è indipendente da ogni governo e non è legata ad alcun partito politico o religione. |



