Brasile: Via Campesina accusa la multinazionale Syngenta
Nata nel 2000 dalla fusione tra la Novartis Agribusiness e la Zeneca Agrochemicals la multinazionale svizzera Syngenta è leader dell'agroindustria mondiale, e dichiara di essere "impegnata nell'agricoltura sostenibile attraverso ricerca e tecnologie innovative, "ai vertici del settore degli agrofarmaci ed è al terzo posto nel mercato delle sementi ad alto valore aggiunto". "La Syngenta utilizzava servizi di una milizia armata che agiva attraverso l'impresa di facciata Nf-Sicurezza, insieme con la Società Rurale della Regione Ovest (Sro) e al Movimento dei Produttori Rurali (Mpr) legato all'agrobusiness" - denuncia un comunicato stampa di Via Campesina. Anche attivisti di Christian Aid e Amnesty International hanno riportato l'utilizzo di 'milizie armate' da parte della multinazionale Syngenta. La denuncia dell'azione delle milizie armate nella regione dell'ovest del Paraná era stata fatta ad un'udienza pubblica tenuta alcuni giorni prima dalla 'Commissione dei Diritti Umani e delle Minoranze' della Camera Federale dei Deputati (CDMH) a Curitiba (Paranà). "I dirigenti del MST, compreso Keno, erano minacciati da più di sei mesi dalle milizie che erano a servizio del consorzio SRO/MPR/Syngenta. Una inchiesta era stata aperta per appurare le denunce contro la Syngenta e la NF Sicurezza" - riporta Via Campesina. La multinazionale ammette il contratto con le guardie private della NF, ma nega la responsabilità per l'impiego delle armi che è illegale. Il campo di sperimentazione della Syngenta di Santa Tereza do Oeste (Paranà), è al centro di un contenzioso che ha attirato l'attenzione internazionale in quanto situato in un'area ai confini del Parco Nazionale di Iguaçu che è stato dichiarato dall'Unesco "Patrimonio dell'Umanità". Nel marzo del 2006 il terreno era stato occupato dai contadini del Movimento Sem Terra per denunciare la coltivazione illegale di semi trasgenici di soia e mais da parte della Syngenta. Nel novembre dell'anno scorso il Governatore dello stato del Paraná aveva decretato l'esproprio del terreno della Syngenta e sanzionato una multa di 500mila dollari alla multinazionale per aver piantato illegamente semi transgenici sperimentali di soia e mais: sanzione mai pagata dalla multinazionale che ha fatto ricorso. Le coltivazioni transgeniche non sono vietate in Brasile, ma il decreto del governatore si basava sulla vicinanza del terreno al Parco Nazionale di Iguaçu: secondo la legge brasiliana sulla biosicurezza è vietato coltivare Ogm in un perimetro entro 10 km da un'area naturale protetta, ma recentemente il Governo Lula ha modificato la legge riducendo l'area di divieto a 500 metri e - basandosi su questo - la Syngenta ha contestato la sanzione del governatore del Paranà. Il caso è in attesa di sentenza finale. Nei mesi scorsi la Syngenta ha vinto il primo appello di sospensione dell'esproprio presso la Corte statale grazie anche alle forti pressioni dei Produttori Rurali (Mpr) legati alle multinazionali dell'agrobusiness e nel luglio scorso aveva ripreso possesso del terreno allorchè le 70 famiglie dei Sem Terra di fronte alla sentenza di sgombero e alle continue minacce di violenza da parte di milizie armate erano uscite dall'area per sistemarsi provvisoriamente nell'insediamento Olga Benario loro assegnato. Lo scorso ottobre avevano però rioccupato pacificamente l'area per reclamare il loro diritto alla coltivazione ecologica. E' stato in quel momento che i Sem Terra hanno subito l'aggressione armata delle milizie della NF e l'uccisione del militante Keno. I contadini stanno continuando la lotta perché l'area di sperimentazione illegale di transgenici della Syngenta sia trasformata in Centro di Agroecologia e di riproduzione di semi nativi per l'agricoltura familiare accessibili a tutti come fin dall'inizio richiesto dai Sem Terra e da Via Campesina. [GB] |



