Italia: appello per il mensile antimafia Casablanca
Salvatore Borsellino ha scritto una lettera aperta. Nella lettera il fratello di Paolo Borsellino riporta la solitudine e le sempre maggiori difficoltà economiche nelle quali Casablanca è costretta a lavorare: “Casablanca è in edicola, e non lo compra neanche chi in teoria dovrebbe fare antimafia, non lo compra nessuno delle associazioni antimafia, non lo comprano i vecchi compagni di partito, non lo comprano nemmeno gli amici e 3000 euro al mese d'affitto e di spese continuano a uscire...Ha aperto un mutuo sulla sua casa per pagare le spese di affitto, della redazione, le bollette della luce, ma adesso non ce la fa più a pagare le rate e la sua casa rischia di essere venduta all'asta. ......”. Scrive inoltre: “Ora dobbiamo decidere, se anche noi mescolarci ai tanti che fanno antimafia solo a parole, a quelli che aspettano che ci siano altri, giudici, magistrati, poliziotti, giornalisti costretti anche per colpa nostra a diventare degli eroi, o se vogliamo fare anche noi quel poco che ciascuno di noi può fare per combattere insieme a loro… E' dovere di ciascuno di noi comprare leggere e far leggere agli altri questo giornale, permettere che queste persone possano continuare a lottare anche per noi e insieme a noi..-” . In fondo alla lettera aperta Salvatore Borsellino informa che ha sottoscritto trenta abbonamenti da sostenitore a Casablanca (una sottoscrizione che corrisponde a 1500 euro), invitando chi legge a rinunciare ad una serata al cinema e a una pizza e sottoscrivere almeno un abbonamento alla rivista. Tenore simile hanno anche le proposte di PeaceLink e del Gruppo Capitano Ultimo, da anni impegnato sui temi della legalità e dell’impegno civile. Il Gruppo ha realizzato una inserzione a pagamento sulla rivista stessa. Il testo è “Noi abbiamo scelto di appoggiare chi rischia la vita mentre è ancora vivo”, chiaro riferimento ai tanti che hanno combattuto la mafia dopo essere stati osteggiati da vivi e considerati eroi dopo essere stati uccisi. L’iniziativa sarà ripetuta nei prossimi mesi. PeaceLink ha deciso di dedicare una sezione del proprio sito agli articoli, alle inchieste e agli indici dei numeri di Casablanca. L’attuale editoriale è dedicato alla storia di Casablanca e dei suoi realizzatori, a partire da Radio Aut (la radio delle denunce antimafia negli anni 70 di Peppino Impastato) e dall’esperienza degli anni 80 de I Siciliani. Leggiamo nell’editoriale “Per poter andare avanti Casablanca ha bisogno di mezzo caffé alla settimana: 50 euro annui. Tanto basta per sostenere in maniera solida e regolare Casablanca. PeaceLink chiede a tutti i suoi lettori, a coloro che credono nell'antimafia vera, a coloro che non si rassegnano alle lacrime e alle inutili retoriche di abbonarsi a Casablanca”. Viene poi riportata la simpatica iniziativa di Mauro Biani, vignettista satirico collaboratore tra gli altri anche di Casablanca e di PeaceLink. Scrive il popolare vignettista: “Voi fate un abbonamento a Casablanca e io vi regalo un mio disegno originale. Lo so che dietro le vostre anime gruppettare e movimentiste si cela la cupidigia di speculatori senza scrupoli, e quindi sarete ben contenti di fare un investimento in opere d'arte che tra qualche anno varranno ben più del misero cinquantone che serve per un abbonamento sostenitore a Casablanca”. Casablanca, arrivata al numero 7 è una rivista contro le mafie nata dalla testardaggine di un gruppo di volontari “aizzati” da Riccardo Orioles, fondatore del vecchio "Avvenimenti" e compagno di redazione ne "I Siciliani" del direttore Pippo Fava, assassinato a Catania durante l'intensa esperienza del mensile … pur apprezzata ed elogiata, Casablanca ha bisogno vitale (sennò si chiude) del nostro sostegno. di Alessio Di Florio |



