Marocco: cresce repressione nel Sahara occidentale, 700 arresti nel 2006
"Tre quarti degli arrestati vengono solitamente rilasciati dopo 48 ore, non senza aver prima subito torture e pesanti minacce" - informa APM. Spesso le persone vengono portate nel deserto, picchiate e poi abbandonate in un fossato. La brutalità del Marocco contro la popolazione civile del Sahara occidentale mira fondamentalmente a intimidire la popolazione e a eliminare ogni critica contro l'oppressione del Marocco. L'attivista per i diritti umani saharawi Ali Salem Tamek, in visita in Germania, conferma le violazioni appena descritte: "Chiunque protesta in modo pacifico contro l'occupazione rischia l'arresto. Le condizioni nelle carceri marocchine, in Marocco e nel Sahara occidentale, sono disumane e invivibili." Tamek stesso ha passato 14 anni della sua vita in un carcere marocchino. L'ultimo suo arresto avvenne in luglio 2005, appena rientrato da un serie di colloqui con diversi politici europei, e fu liberato solo nell'aprile 2006. Ali Salem Tamek è il primo attivista per i diritti umani saharawi in visita in Germania, dove ha incontrato i rappresentati di tutti i partiti che lavorano nelle commissioni per la politica estera, la cooperazione, i diritti umani e gli aiuti umanitari e ha chiesto un aiuto concreto per la popolazione del Sahara occidentale. Secondo Tamek urge un ampliamento del mandato delle truppe di pace dell'Onu (MINURSO) affinché possano proteggere con più efficacia la popolazione civile e ogni soluzione politica per il Sahara occidentale deve basarsi sul diritto all'autodeterminazione dei popoli ed essere sancito dalla popolazione stessa tramite un referendum, così come chiesto dall'Onu fin dagli anni '60. |



