Brasile: 40 indigeni uccisi nel 2006 anche per tensioni interne
La situazione peggiore è certamente quella dei 37.000 Guaraní-Kaiowá: per 67 su 87 dei loro territori non è ancora iniziato l'iter per il riconoscimento ufficiale e la conseguente demarcazione della loro terra.Il 2006 è stato per la popolazione indigena del Brasile un altro anno di violenza. Anche oggi un'indigena dei Guaraní-Kaiowá è stata assassinata da pistoleros. Secondo la ricerca del CIMI, desta particolare preoccupazione l'aumento di violenza all'interno delle stesse comunità indigene. In Mato Grosso do Sul 10 su 20 crimini capitali sono stati commessi da membri delle comunità indigene contro altri indigeni. Secondo il CIMI, la mancanza di terra e la conseguente mancanza di una base vitale economica e culturale creano miseria, disperazione e l'impossibilità di immaginare un futuro. La tensione che ne deriva viene solitamente scaricata in violente liti all'interno della comunità, nell'abuso di droghe e alcol e a volte degenera fino all'omicidio. "Per questo motivo un compito fondamentale e prioritario del governo di Lula da Silva deve essere la demarcazione dei territori di tutti i 235 popoli indigeni del Brasile, nonché la tutela di questi territori da intrusi illegali quali imprese del legname, allevatori e coltivatori di soia. Il governo brasiliano deve finalmente prendere sul serio la drammatica situazione in cui versano i popoli indigeni" - afferma l'Associazione per i popoli minacciati (APM). "E' ora che il governo adempia a tutti quegli obblighi per cui si era impegnato con la ratifica della Convenzione ILO 169 nel luglio 2002. Tra questi obblighi figurano la piena tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, la possibilità di poter organizzare da sé il proprio futuro, la tutela dell'identità culturale, di strutture comunitarie e delle tradizioni, il riconoscimento dei diritti alla terra e alle sue risorse naturali, il diritto al lavoro e a condizioni di lavoro dignitose, il diritto all'educazione e all'accesso ai mezzi di comunicazione, la partecipazione a decisioni riguardanti i popoli indigeni e pari diritti di fronte alla giustizia e nell'amministrazione pubblica" - conclude APM. Il CIMI è un'organizzazione per i diritti umani a sostegno delle popolazioni indigene del Brasile. Fondata nel 1972 dalla Federazione Nazionale Episcopale del Brasile, lavora in stretto contatto con le comunità indigene e collabora con l'APM. Il rapporto annuale definitivo della CIMI "Violenza nei confronti dei popoli indigeni del Brasile - 2006" della CIMI verrà pubblicato nell'aprile 2007. |



