7 aprile: ultima giornata di digiuno e dialogo cristianoislamico
"Invitiamo tutti gli amici della pace ad intensificare i propri sforzi per mobilitare le coscienze di tutti i cittadini, perchè la pace è un bene troppo grande per essere lasciato nelle mani dei soli governanti. Tutte e tutti dobbiamo vigilare sulla pace. Su questo argomento bisogna far sentire forte la voce di tutte le donne e gli uomini del mondo, qualsiasi sia la loro religione o il nome con il quale invocano Dio. Bisogna chiedere con forza la cessazione di ogni guerra ed il progressivo e totale smantellamento di tutti gli armamenti e basi militari e lo scioglimento di tutti gli eserciti, prima che la guerra e le armi mettano fine all'umanità". Lanciato il 27 febbraio scorso, l'appello sottolinea che "come cristiani impegnati da tempo nel dialogo interreligioso ed in particolare in quello cristianoislamico, facciamo un appello a tutti coloro che si dicono cristiani, ad abbassare ogni arma, verbale o materiale". "Non può essere seguace di quel Gesù chi si arma per uccidere, chi produce armi di distruzione di massa, chi già le ha utilizzate contro città inermi (ricordiamo Hiroshima e Nagasaki) e chi progetta di utilizzarle nei prossimi mesi e che di fatto le utilizza già in giro per il mondo. I tragici attentati alla moschea di Samarrà, indicano con chiarezza quale sarà il nuovo fronte bellico della guerra mondiale iniziata l’11 settembre del 2001 e che finora ha portato all’apertura di due fronti bellici in Afghanistan e Iraq dove ancora si combatte e si muore". Le religioni possono dare il loro contributo determinante proprio a partire dal momento drammatico che stiamo vivendo, mobilitandosi per sviluppare il dialogo invece che la violenza e la contrapposizione. "Per noi cristiani sta per aprirsi un tempo di riflessione, quello che le varie confessioni cristiane chiamano di quaresima o tempo di passione, che ci porterà poi alla celebrazione della pasqua. Senza una nostra mobilitazione straordinaria rischiamo di non riuscire a celebrare questa pasqua a causa dei venti di guerra che si fanno sempre più impetuosi e minacciosi" - sottolineano i promotori. L'appello invita tutti i venerdì di questo tempo di quaresima/passione a giornate di digiuno, di dialogo e di preghiera con i musulmani e chiede di scambiarsi visite nelle moschee e nelle chiese e a devolere ciò che ognuno risparmia con il digiuno ad iniziative di solidarietà sociale. Tra le adesioni va segnalata quella dell'UCOII (Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia). "Aderiamo volentieri - ha scritto il Presidente dell'UCOII Mohamed Nour Dachan - alle iniziative che vogliono favorire il dialogo cristianoislamico. Grazie a tutti coloro che lavorano in questo senso, per lo sforzo che fanno". [GB] |



