ONG: governi Ue gonfiano i dati sull'aiuto ai Paesi poveri
L'Italia si sta allontanando dall'obiettivo prefissato in sede europea, e il livello di APS italiano stanno regredendo. Malta, Slovenia e Repubblica Ceca fanno meglio di noi. "E' in gioco la credibilità sia dell'Europa che del nostro Paese: tutte le ONG stanno controllando con grande attenzione i governi per obbligarli alla trasparenza e a mantenere gli impegni assunti in sede internazionale - spiega Luca De Fraia, direttore della Policy di ActionAid International - e noi faremo lo stesso per l'Italia". "Chiediamo maggiore trasparenza sulle spese che costituiscono l'Aps/Pil del Paese: i dati ufficiosamente annunciati la scorsa settimana dal Ministero degli Esteri riportano cifre gonfiate con "aiuti fantasma", basati sulla contabilizzazione delle rate di cancellazione del debito ad Iraq e Nigeria", conclude De Fraia. "L'Europa e il mondo ci guardano: serve chiarezza e impegno, la chiediamo al governo ancora in carica e a quello che verrà". Nei giorni scorsi il CINI – Coordinamento Italiano Network Internazionali – aveva denunciato che i "calcoli del Ministero degli Esteri (Mae) sull’impegno italiano in materia di aiuto pubblico allo sviluppo sono poco trasparenti" e chiesto alla Farnesina di esplicitare le voci contabili che secondo il loro ultimo aggiornamento farebbero attestare la percentuale di Aps/Pil allo 0,29%. Va inoltre ricordato che il Governo Berlusconi aveva deciso di azzerare i «contributi volontari» dell'Italia alle cinque principali agenzie dell'Onu (Unicef, Acnur, Fao, Oms e Unpd) tanto da suscitare la reazione dello stesso Segretario generale dell'Onu, Kofi Annan. Nei giorni scorsi, il Ministero degli Esteri ha deciso di deliberare "una prima tranche di contributi volontari. [GB] |



