Israele: terremoto politico, monito all’Ue e all'Onu
Il terremoto politico potrebbe portare alla formazione di un'alleanza di destra fra lo stesso Likud e tre piccoli partiti. L'idea, scrive il Jerusalem Post, viene esaminata da Uzi Landau, il leader dei “ribelli” del Likud che tentarono di opporsi al ritiro da Gaza. L'alleanza dovrebbe comprendere oltre al Likud, il Partito Nazional religioso (portabandiera dei coloni) e le due piccole formazioni di destra Unione Nazionale Yisrael Beitenou. Le quattro formazione manterrebbero la loro struttura interna senza rinunciare ad avere un proprio programma distinto, ma si impegnerebbero a operare come un solo gruppo parlamentare in seno alla Knesset. Questa crisi è risultato di un discorso molto duro del nuovo presidente dei laburisti, Amir Peretz, e di una votazione con cui il partito decideva di uscire dall’attuale governo. Perez, che pochi giorni fa era stato eletto a sorpresa al posto di Shimon Peres, ha tra l’altro accusato Sharon, a cui si è indirizzato con il nomignolo di Arik, di aver “gettato nella pattumiera vecchi e poveri” e di aver “umiliato” disoccupati , immigranti e altri gruppi sociali deboli. In parallelo con la dissoluzione del governo israeliano, nel governo palestinese di Abu Ala si avverte in questi giorni un'atmosfera di sbando, mentre diversi ministri rassegnano già le dimissioni per poter partecipare alle elezioni politiche del 25 gennaio 2006. Secondo quanto riportato da Maurizio Debanne sul sito “Paceinmedioriente.it”, il quotidiano al-Ayayam scrive che fra i dimissionari sono inclusi i ministri Salam Fayad, Mohammed Dahlan, Ahmed Majdalani e Sakher Bseiso. Altri nomi ancora vengono per il momento tenuti segreti. Il giornale aggiunge che le dimissioni del ministro delle finanze Fayad, annunciate venerdì, rischiano di avere ripercussioni gravi per l'economia palestinese perché questi è identificato con la politica di riforme economiche. In sua assenza, teme il giornale, sarà difficile convincere gli investitori a scommettere sull'economia dei Territori. Secondo il giornale, pressioni vengono adesso esercitate sul ministro affinchè riprenda le proprie mansioni.
Altre fonti: Pace in Medio Oriente, Coordinamento nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani |



